Sono molteplici le teorie atte a dimostrare le origini del gelato artigianale: alcune fantasiose, altre supportate da testimonianze di reperti archeologici ritrovati in scavi recenti che dimostrano come l’uomo già nel diciottesimo secolo a. C. avesse scoperto il modo di conservare la neve ed il ghiaccio. Infatti la raccolta della neve o del ghiaccio fu un’attività molto praticata che si protrasse fino alla seconda metà dell’ottocento d.C., quando si cominciò a produrre il ghiaccio artificialmente. Si utilizzava la neve che veniva messa in grandi quantità nelle Neviere. La neviera consistente in un vasto vano con un corpo di fabbrica costruito con pietre a secco e scavato parzialmente nel terreno, aveva una apertura posteriore per il caricamento di neve fresca e per il prelievo del ghiaccio. Per garantire un sufficiente isolamento termico la costruzione era ricoperta da un grosso cumulo di terreno Un’altra possibile teoria sulle origini del gelato viene dai paesi arabi, infatti la parola sorbetto potrebbe derivare da sharbat il cui significato è bibita fresca. Di testimonianze dell’ uso dei dolci nel medio oriente, ne esistono molte , le più significative le possiamo vedere visitando il museo di Aleppo, in Giordania. Si rimane sbalorditi dalla bellezza delle decorazioni degli stampi per dolci.
In Egitto in una tomba risalente alla II dinastia, 2500 a.C., sono stati ritrovati dei calici di argento divisi in due parti , probabilmente una serviva per contenere neve o ghiaccio l’altra per succhi di frutta. Nella Bibbia troviamo un accenno alle bevande ghiacciate. Uno dei primi documenti storici in cui si parla di “ gelato” ci giunge da un poeta greco vissuto 500 a. C. ad Atene. I greci amavano preparare le loro bevande rinfrescanti con poco limone, miele e molto succo di melagrana con neve o ghiaccio. Alessandro Magno, grande condottiero macedone, sembra che durante le sue strabilianti avanzate faceva costruire un po’ ovunque enormi buche nel terreno (Neviere), dove veniva pressata e conservata la neve, per fornirla durante le calde giornate estive ai suoi uomini in modo da rinfrescarsi e tonificarsi. Egli stesso era ghiotto di succhi di frutta ghiacciati. Quando poi i romani occuparono la Grecia, impararono ad utilizzare la neve e il ghiaccio per consumo alimentare e per raffreddare le vivande. Una vecchia ricetta tramandataci da Plinio il vecchio , ci fa capire quando già tra i romani fosse vicino il concetto di sorbetto , infatti essi mescolavano ghiaccio tritato finemente e miele ad un’altra porzione di ghiaccio mescolato con succo di frutta, in modo da realizzare una specie di crema ghiacciata. Nell’ antica Roma il piacere di consumare bevande mescolate a neve e ghiaccio non era solo privilegio dei ricchi, poiché anche il popolo aveva la possibilità di degustare bevande ghiacciate.
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