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Fin
dall’antichità si fece uso di salse.
Abbiamo notizia della ricetta di una salsa che dovrebbe risalire
all’epoca di Augusto:si tratta di un battuto di basilico, cipollina
fresca, prezzemolo, timo, maggiorana impastato con semi di sedano,
acciughe, mandorle e nocciole tritate, datteri spezzettati.
Il tutto condito con miele, aceto, vino ed abbondante olio d’oliva.
Se l’elenco degli ingredienti che compongono questa salsa antica
sono noti, ignote sono le dosi. Chi voglia divertirsi a tradurre
la ricetta degli avi dovrebbe affidarsi al proprio intuito,
al proprio gusto ed alla propria abilità culinaria.
Per fortuna possiamo contare oggi su tante salse la cui ricette
sono ben precise. |
| Nell’attuale
cucina classica 4 sono le grandi salse fondamentali, dette anche
salse base: la spagnola, la besciamella, la vellutata, la salsa
al pomodoro. Esse comparvero per la prima volta, o quasi,sulle
tavole della belle epoque. Riordinate o, forse meglio, create
dal maestro dei maestri di cucina, Giorgio Augusto Escoffier,
colui al quale Guglielmo II, dopo un pranzo definito "wunderbar!",
disse: “ Io sono l’imperatore della Germania, ma lei è l’imperatore
degli chef”. Le quattro grandi, come già detto, sono le pietre
miliari della grande cuisine e da loro derivano tutte o quasi
le salse che rendono i cibi più saporiti, più raffinati, persino
più erotici. Infatti esistono condimenti che godono fama di
portare Eros fra padelle e tegami, zuppiere e salsiere.. |
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S.O.S.
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